Tatuami

Ho sognato che mi facevo un tatuaggio, anzi no, aspetta che ci penso bene. Non era un tatuaggio vero e proprio, di quelli che non vanno più via.

Ho sognato che la mia schiena veniva disegnata, dipinta da parole d’amore. E poi ero io alla fine a dover scegliere se cancellarle o lasciarle lì, sulla pelle, con il colore che si mescola alla epidermide.

Ho sognato che mi scrivevano parole d’amore sulla pelle e la mia schiena diventava un piccolo libro. Non c’era nulla da sfogliare, ma le potevi sfiorare le parole seguendo il movimento della grafia delle lettere e io restavo lì, distesa, pacifica, a farmi massaggiare la schiena dalle parole.

Che le parole per me valgono tanto, anche se io sono piena di silenzi, che a volte mi dono, altre mi impongo.

E lo so che nei miei silenzi, talvolta mi sento sola.

Ma non so, è un periodo che ho bisogno più di prima della forza delle parole. E allora mi piacerebbe fosse reale questo sogno.

Mi basterebbe scostare il maglione, abbassare il kimono e su di me, sulla mia schiena, ritroverei tutte quelle parole d’amore che io non so chiedere e che invece ci sono, perché ognuno di noi le sa dire a modo suo e se anche le tace, per timore, paura o timidezza, su una schiena gli verrebbe facile dire, senza temere, dico io.

Perché la pelle non mente e la schiena nasconde.





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