Dell’approccio alla maschia virtù

Quando sei donna single e abituata a dormire nel tuo lettone matrimoniale tutti i giorni, che lo sai che è il tuo spazio di rigenerazione e libertà,  incappi a volte nella circostanza benevola che vuole che ti ritrovi a dividere per una notte il talamo della tua indipendenza con un rappresentante del viril sesso.  E c’è un momento preciso nel cuore della notte, in cui, dopo che Morfeo ha preso il posto di Eros, all’improvviso te, donna single e indipendente, ti svegli per espletare le tue funzioni fisiologiche e quando ritorni trovi il tuo letto completamente occupato. Il tuo regno di libertà e indipendenza è stato preso d’imperio dalla truppa nemica, che sta comodamente dormendo nella posizione della stella marina, abbracciato al cuscino che fino a pochi secondi prima odorava dei tuoi capelli. E ti ritrovi a doverti sedere, timorosa, sull’unico angolino libero del tuo materasso, incerta se partire con una azione spazzaneve per liberare almeno la metà del tuo spazio indipendente, oppure star lì ferma perché lui dorme come un bambino stanco dopo un pomeriggio di corse in biciclette e ti vien la tristezza a svegliarlo. Si scatena il conflitto tra l’esser guerriere e l’esser chioccie fino al midollo, no?  Una tecnica utile nel mio caso è stata la mossa serpentina, con movimenti lenti da contorsionista, e leggerissime pressioni di sfondamento per liberare yard preziose di materasso…In un caso ha funzionato.

Ma non ho ancora ben capito se è l’approccio giusto alla maschia virtù del dormiente.

Che ne dite?





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