se devo dire la delusione
Mio padre, quand’ero piccola, ascoltava quasi esclusivamente musica classica. I miei ricordi di quegli anni mi riportano pomeriggi di festa invasi da Mozart e Bach, i suoi preferiti; le conversazioni con mio zio, suo fratello maggiore, incentrate sulle opinioni riguardo questo o quel pezzo eseguito in questo o quell’altro modo da questa o quell’altra orchestra; i litigi per la scelta della radio o della cassetta da ascoltare durante i viaggi lunghi in macchina, che poi alla fine l’aveva sempre vinta lui perché la nostra musica a lui faceva venire il nervoso.
L’unica musica “altra” che mi ricordo, di mio padre, sono gli Inti Illimani e i Beatles, e un po’ di jazz, che io all’epoca non apprezzavo per niente. Negli anni in cui ancora non si disponeva di musica di provenienza esterna alla famiglia erano quelli i dischi con cui distrarsi, a casa mia.
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band mio padre ce l’aveva non in cassetta, come gli altri, ma in vinile, e io quel disco credo di averlo ascoltato alcuni miliardi di volte, con l’astuccio in mano a leggere i testi e a impararli a memoria, con mia sorella piccola che si faceva insegnare le parole in inglese e le ripeteva benissimo. Insomma, i pomeriggi con quella custodia, con le figure da guardare, e quella musica nelle orecchie per me sono più o meno la cosa più vivida della mia primissima adolescenza; quelle parole di una lingua nuova le prime che ho imparato e le uniche che non dimentico facilmente.
Quando mio padre è morto noi non è che ci siamo spartite l’eredità. La casa di mia madre è rimasta la stessa. E gli oggetti nessuna di noi si è sognata di rivendicarli o anche solo di chiederli: noi quella casa la frequentiamo e i ricordi si conservano bene, lì dentro.
Finché un giorno a mia madre è venuto in mente di regalare Sgt. Pepper’s a mio cognato, ché lui ci ha la passione dei Beatles, e quel disco in quella custodia, consumata da me bambina, è passato di mano; e nessuno, nemmeno io, ha detto una parola per protestare, per far notare a mia madre che quella cosa era ingiusta e impossibile, che non si doveva, che io su quel disco ci avevo passato i pomeriggi e lo sapevano tutti; invece a lui, mio cognato, doveva bastargli la musica, andava bene anche un CD. Invece niente, muta. Il disco l’ha tenuto lui.
Per dire quanto poco conoscono di te i tuoi genitori.
che poi io son del ’67, ditemi voi…
Condivido la tua delusione.
Fa parte delle sette cose da non fare mai nella vita.
-f
Quando mia mamma ha dato via il mio orsetto ho scoperchiato la casa a forza di bestemmie. Per dire, quanto poco di noi conoscono i nostri genitori.
Io dico che basta andare a riprenderselo il vinile, che fa parte dell’asse ereditario da cui tuo cognato è escluso. E se fiata, lo si percuote. Il cognato, no il disco.
Io se c’è da percuotere un cognato sono sempre disponibile, basta una parola e arrivo.
IO sono per la non violenza, per cui mentre VOI lo percuotete io gli sottraggo il disco, ecco
(amo moltissimo la canzone che hai scelto…)
la canzone scelta è bellissima, e seguirei il consiglio dello splendido, potresti richiederlo il disco, in fondo era di tuo padre. e mia madre, ancora adesso, mi chiede se mi piacciono gli spinaci (la risposta è no da sempre!)
io dico che lo splendidi ha ragione che basta andare dal cognato che è persona intelligente e con un randello minacciarlo che si fa come dite voi…
a me mia mamma non più tardi di un anno fa mi ha buttato via un cappotto distrutto che aveva 20 anni e che faceva schifo ma che io AMAVO. ed io non capisco come si possa pretendere di avere ragione quando si entra nella casa di una donna di 39 anni, si aprono i suoi armadi, si prende un cappotto che ha 20 anni e si decide autonomamente che va buttato. e basta. e non si discute.
ecco… adesso mi vien da spaccare tutto
ha ragione lo splendido e lo appoggio in pieno. però. siccome il mio avvocato mi dice che bisogna sempre smussare gli angoli, il consiglio che ti do è di andare alla feltrinelli e di comprare, per miseri 23 euretti e qualche spicciolo il vinile nuovo del sgt. pepper’s e di proporre poi a tuo cognato un equo scambio.
http://www.lafeltrinelli.it/products/5099910417713/Sgt_Pepper%27s_Lonely_Hearts_Club_Band/Beatles.html
ecco, mi pare che una consulente come La Pulce sia quanto di meglio potesse capitare: ha trovato persino il vinile nuovo nuovo.
mi sa che voi vi illudete: scambio di vinile original 1967 contro vinile nuovo di zecca non funzionerebbe
vabbè ma quello del 1967 è tuo. sennò allora tuo cognato è uno che crea spigoli!
magari se glielo spieghi lo capisce, mi siete sembrati così uniti.
hmm cognati/e e suocere/i sono sempre persone infide, lo dico sempre al marito di mia sorella