Un mare piccolo
Son cose eh. Che torni a casa dalle commissioni pre-lavoro, accendi il mac e vai a veder che dicono lì, su FF, e la mastrangelina si bea tutta che ha fatto il bagno per un’ora, immersa nella vasca a leggersi un libro. E guardacaso io sono corsa a casa, tutta trafelata con ’sta voglia matta di un bagno…E son le assonanze elettive queste. E allora, senti, nel condividere una voglia , che la tua intenzione ha un senso un pochino più grande di quello che gli avevi dato tu.
Che, diciamola tutta, aver voglia di un bagno dopo che sei uscita di casa, comunque pulita perché docciata, non è una cosa massima. Di quelle che il mondo ricorderà. Ma per me, adesso, ora, in questo momento, ’sto bagno caldo che mi son appena fatta ha tutto il significato di una coccola larga, di quelle che solo da soli a volte ci si deve dare. Ha il senso del mi prendo cura di me. Io a questo tipo di cure ci credo un sacco, ultimamente, come credo che una doccia sia comodissima e sia una bella invenzione, ma a quello che ha creato la vasca da bagno andrebbe eretto un monumento in tutte le città.
Non so mica chi l’abbia inventata la vasca, mi ricordo dell’Archimede che ci faceva il bagno dentro e gli è venuto un esperimento, fondamentale per tutti. Mi vien in mente che una volta sono inciampata in un film porno di ambientazione medievale, e pure là c’era la vasca, mica la doccia, ed era tutto un gioco di sguardi e tocchi, ma lasciam perdere…
Il senso vero è che il bagno, per me, mica pretendo che per voi sia lo stesso, ha il potere di fermare il tempo. Sì, il tempo si ferma mentre ci si fa il bagno, ci si siede dentro l’acqua caldissima e si galleggia, ci si massaggia, si guardan i punti brutti e si è così rilassati, che si finisce con il fregarsene dei punti brutti, si gioca con la schiuma, ci si lava i capelli con calma, si gioca con la paperella, se c’è, si gioca con il barattolo dello shampoo, che irrimediabilmente scivola dal bordo e cade dentro, si fa sciaf sciaf e se l’acqua esce e allaga il bagno, beh , ci si pensa poi, dopo, che adesso il tempo è fermo, immobile.
La doccia, non ce la fa a fermar il tempo. Non stai a guardarti, non stai fermo in un tempo fermo, nella doccia: pensi solo a sfregarti bene, ad aprir i pori che devi correre, sei di fretta. E una cura non è mai frettolosa. Se dovessi far un paragone, la doccia sta al bagno come la piscina sta al mare.
Anche nel mare il tempo si ferma, echissenefrega se devi andare a lavorare, se hai la bolletta da pagare, c’è solo acqua e sole e sapore salato che ti entra dentro. Il bagno è un mare piccolo, ecco.
bella l’idea della vasca che ferma il tempo. io non ce l’ho, ho solo la doccia e mi manca il mio piccolo mare casalingo
allora, alla prossima ristrutturazione, mi raccomando
eheh e ci metto dentro pure una foca! mi piacciono tanto!
anche a me e pure le lontre , una volta avevo visto un film di uno che teneva la lontra in vasca
bello bello bello
grazie chiara
fatacoccolina e le sue soavi magie
Dal titolo pensavo fosse un post su Taranto
Comunque è bello uguale eh!
Ah ok Baol
Post da incorniciare.
Ah, la vasca! Che meraviglia.
Io la paperella ce l’ho, per la cronaca. Non vivo senza.
La tengo là in fondo a galleggiare vicino ai piedi, così che possa vegliare sui miei interminabili sonni nel piccolo mare di casa.
Che per me la vasca è più casa di quanto lo sia l’intero concetto architettonico di casa.
grande syl@ te hai capito perfettamente
ecco la scema che l’altro giorno ha detto commanta e poi se ne è dimenticata!
Io potrei non avere tante cose ma il divano, la libreria e la vasca (in ordine sparso) sono indispensabili. Una volta lessi un libro che diceva che la gentilezza è una figura solida. Che la gentilezza ha tre dimensioni: la gentilezza verso gli altri, quella verso l’ambiente e quella che spesso dimentichiamo verso noi stessi. Ecco per me regalarmi orette in vasca col libro è fare una gentilezza a me stessa. Una gentilezza a cui onestamente non so più rinunciare.