Archivio di ottobre 2010

Cena 30 Ottobre 2010 – Grotta Azzurra

mich e un treno

Mich, una dai sogni contorti, per una volta fa un sogno per nulla complicato. Si chiede, e ci chiede, cosa voglia dire.

Mi trovo in una stazione di Torino e devo prendere un treno per andare a Roma e restarci quattro o cinque giorni. Però non ho né il biglietto né la valigia: ho lasciato entrambi a casa dei miei genitori. Li ho lasciati lì di proposito, pensando di prenderli prima di partire. Ma mancano dieci minuti all’arrivo del treno e so che ora non ho più tempo di andare fino a casa e nessuno può portarmeli. Ma sono piuttosto tranquilla e tra me e me rifletto “Non importa, salgo lo stesso, ci penso dopo”. Il treno arriva e salgo. È un vagone senza sedili, ci sono solo dei corrimano come nei pullman. C’è un sacco di luce e l’atmosfera è calda e accogliente. Sono a mio agio finché non inizio a pensare che va bene essere senza valigia, ma almeno il biglietto lo dovrei recuperare. Sono molto serena, mi stupisco quasi perché non provo ansia o apprensione per quel momento di illegalità su rotaia, però decido comunque che è il caso di scendere e tornare indietro a prendere il biglietto. In quel momento però incontro una conoscente, non un’amica, una ragazza dei tempi dell’università che non vedo da anni, molto gentile, che mi dice “pensavo che avresti fatto finta di non vedermi per non dovermi salutare”. E io “ma figurati se fingo di non vederti”. Chiacchieriamo del più e del meno e intanto la fermata del treno alla quale dovrei scendere non arriva. O forse è passata e non me ne sono accorta. Non sono preoccupata, ma mi chiedo se ce n’è un’altra e quanto manca. Fine.